Decretato l’Albo dei Buttafuori. E le guardie giurate stanno a ruminare…

By admin at 22 ottobre, 2009, 5:47 pm

Lo scorso 7 Ottobre il Ministro degli Interni ha firmato il decreto legge sulla sicurezza mentre solo pochi giorni fa ha presentato il decreto attuativo che regolarizza i buttafuori, non ancora disponibile se non in una vecchia e precedente bozza che autorizza l’Albo dei cosiddetti “Buttafuori”, classificandoli sotto la denominazione di personale addetto alla sicurezza dei locali da ballo o attività di intrattenimento e spettacolo, di cui a suo tempo avevamo già dato notizia. A dire il vero la novità non è stata accolta con particolare fervore o piacere dagli addetti del comparto vigilanza privata (soprattutto le guardie). Attraverso messaggi giunti in redazione hanno cercato di comunicarci il proprio dissenso, i propri dubbi, e la stessa tendenza è proseguita nei diversi forum, presenti in rete, sui siti, che vanno per la maggiore (vedi Savip e guardie informate.net), che trattano argomenti, notizie, da un punto di vista sindacale, inerenti l’intero settore. La protesta più ricorrente, comune a quasi tutti i messaggi, espone, con modi anche molto coloriti, un timore giustificato per il proprio futuro lavorativo, sempre più controverso e incerto, considerando anche quest’ultima novità, per alcuni, inaspettata. C’è chi scrive: “Scompariremo”, “Siamo marionette”, ma c’è anche chi pone interrogativi interessanti come ad esempio: “Come mai i buttafuori sono stati regolarizzati in tempi così brevi mentre per le gpg non si fa altro che rimandare e confondere sempre di più le acque?”, per non dire di peggio, con frasi riferite ai modi poco urbani (è l’unico termine che viene in mente) ascrivibili, da parte loro, ad una moltitudine di questi soggetti che si difendono con termini altrettanto coloriti, la solita guerra tra poveri. Interrogativo che certamente meriterebbe un approfondimento. L’ultima conquista, per quanto riguarda le norme del comparto, la Commissione Consultiva Centrale, può rischiare di esser vista e indicata una cattedrale nel deserto se non si “spiccia” a pressare le istituzioni affinchè regolarizzino una volta per tutte, il ruolo svolto dalle guardie giurate nel sistema sicurezza la cui sussidiarietà è innegabile, quindi incarichi, compiti, funzioni, attitudini, prerogative. Che dire, è stato ritenuto opportuno regolarizzare prima questi soggetti, ci auguriamo con l’intento di far emergere un lavoro spesso rischioso (per loro, spesso denunciati a vario titolo, e gli avventori) e in nero – la cronaca non ci ha risparmiato esempi – affidato a soggetti rudi, a volte accumunati alla delinquenza, veicoli o controllori dello smercio di sostanze pericolose per i nostri figli e gli avventori di discoteche e locali da ballo. È anche vero però che si è fatta di tutt’erba un fascio mentre operatori professionalmente preparati sono stati spesso accumunati, né più né meno, a soggetti pericolosi. Leggiamo su questi siti che le guardie si sentirebbero defraudate di una possibilità a loro negata, e se diamo retta a quelli che si prestavano come buttafuori oltre gli orari di lavoro o come doppio lavoro, non possiamo che essere in disaccordo con le critiche. L’abbiamo già scritto fino alla noia, per questo tipo di lavoro occorre professionalità accompagnata da una formazione costante, del resto non negata alle gpg in possesso del decreto, perché vengono autorizzate anche le società di vigilanza. Semmai la preoccupazione per questi operatori, che difficilmente saranno propensi ad assumere guardie giurate esclusivamente dedicate a quel compito, sta nel fatto che queste nascenti società, che chiedono la licenza prevista dall’art 134, una volta ottenuta richiedano successivamente l’estensione a tutti i servizi di vigilanza privata e, realisticamente per loro, rappresenta un pericolo oggettivo. Siamo dell’idea che ognuno debba fare il proprio lavoro, con professionalità. Non difendiamo nessuno ma questo non vuol dire che il macellaio possa fare allegramente anche il pescivendolo solo perché è abile nel maneggiare il coltello; ma quella dell’improvvisazione è la storia infinita del nostro paese. Ma vediamo cosa cambia e passando in rassegna gli articoli della bozza del decreto attuativo, il primo che sicuramente merita menzione e analisi è il n°2 in cui si legge: “i gestori dei locali da ballo possono provvedere ai servizi di controllo con personale direttamente alle loro dipendenze o avvalendosi di personale dipendente da istituti di vigilanza autorizzati (e sembrerebbe anche investigatori nella versione ufficiale del decreto attuativo già annunciata e che sarà pubblicata) dall’art. 134 del Tulps”. Pertanto la legge stabilisce in modo chiaro i requisiti di cui devono disporre i cosiddetti buttafuori:

· Requisiti fisici (buona salute, maggiore età, assenza di patologie, certificazioni sanitarie)

· Corsi di formazione per area giuridica, area tecnica, area psicologica – sociale

· Divieto di utilizzo di armi

· Riconoscibilità attraverso un tesserino con nome del locale presso cui si presta lavoro, nome, cognome e prefettura di riferimento.

Inoltre l’art.5 specificherebbe, in modo chiaro, tutte le competenze che spettano al personale, tra cui spiccherebbe la seguente dicitura: “concorso delle procedure di primo intervento che non comporti l’esercizio di pubbliche funzioni, né l’uso della forza o altri mezzi di coazione (e qui qualche perplessità ci assale) o l’esposizione a profili di rischio o interrompere condotte o situazioni potenzialmente pericolose per l’incolumità o la salute delle persone”. Quindi, sembrerebbe di capire, che gli energumeni o i picchiatori non siano più previsti e necessari per garantire tali servizi che, come recita il decreto, sono principalmente di controllo o supervisione senza uso della forza né mezzi di coazione. Staremo attenti alla cronaca.

Come già detto le società che possono fornire personale addetto a tali mansioni devono essere licenziatari dell’art.134, vigilanza privata e investigazioni, quindi a questo punto la domanda ovvia sarebbe: cosa impedirebbe ad un istituto di disarmare i propri uomini ed impiegarli per servizi presso locali o per eventi di spettacolo o intrattenimento? E in quest’aspetto il decreto attuativo sembrarebbe molto preciso, poiché la preparazione è completamente differente e ciò quindi comporterebbe anche una diversa gestione dei costi. Pertanto, non converrebbe agli istituti di utilizzare il proprio personale decretato in compiti del genere. Forse, a ben vedere, le guardie non ottengono l’albo perché ai piragna fa comodo cacciare tra lo stuolo più che numeroso di guardie in mobilità,  precari e apprendisti a basso costo e non tra le gpg a tutti gli effetti, qualificate da una particolare formazione, iscritte d’autorità nell’albo e quindi più costose. In tal senso sembrerebbero più facilitati gli istituti di investigazione in quanto dispongono di autorizzazioni che non prevedono collaboratori o personale con l’obbligatorietà del porto d’armi.

Ma ciò che, in un certo qual modo, lascia perplesse le gpg è proprio questa velocità di azione del Ministero nei confronti di una categoria, dai contorni tutto sommato effimeri, che anche dal punto di vista del business non registra risultati o cifre particolarmente elevate, mentre invece, nel caso della vigilanza, che al contrario opera in un business che (non è così, ahi noi, da un pò) produrrebbe utili di assoluto valore, si cerchi tendenzialmente di mantenere intatto lo status quo favorendo il sottocosto e la precarietà in cui sguazzano i pescecani. Ovviamente ben vengano le normatizzazioni, soprattutto quando intervengono mettendo ordine in situazioni nebulose, poco definite, ma che tali interventi non vadano a discapito di un intero comparto già fortemente in crisi.

L’albo dei buttafuori sicuramente pone dei confini netti tra diverse professionalità e compiti – in molti eventi, momenti di aggregazione, intrattenimento è indispensabile la presenza della guardia giurata armata – che da ormai tempi immemorabili aspetta un provvedimento analogo, chiarificatore e di sostanza, indispensabile: quale l’albo delle guardie particolari giurate (non dimentichiamo, incaricate di pubblico servizio), come nel caso dei buttafuori. Tra i messaggi presenti nei diversi forum dei siti sulla vigilanza privata si legge: “passeranno avanti a noi pure banditi e delinquenti, ma almeno con una giusta formazione e la gratificante qualificazione professionale che otterranno, legalmente riconosciuta, rischieremo meno la vita noi”, affermazione senza dubbio condivisa da una buona parte degli operatori della categoria. Ci si chiede: era forse necessario intervenire così celermente per il personale addetto al servizio di controllo dei locali da ballo senza dare la priorità alle guardie giurate e alla vigilanza armata?

Se ne discuterà al Convegno SicurEurope del 28-29 Ottobre a Roma ed a tal proposito è stato invitato Renato Giacchetto, Presidente del SILB (Sindacato Imprenditori Locali da Ballo) che ci auguriamo raccolga l’invito.

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Comments
antonella 22 ottobre 2009

dove si possono seguire i corsi?????????????

admin 23 ottobre 2009

Come di solito accade in questi casi si assisterà a veri e propri exploit per accaparrarsi quattrini, chiediamo scusa per la semplificazione. Al momento però non abbiamo alcuna notizia certa. Forse la stessa Silb potrebbe darci dei chiarimenti qualora il presidente o il vice intervengano al convegno.

gpg Marco 23 ottobre 2009

senza parole.

danilo carnevali 3 novembre 2009

nel 2001 ho creato e organizzato il corso di formazione per”assistenti al pubblico”,le materie,i modi,le materie sono esattamente quelle decantate in questo “nuovo”decreto.
Ai tempi sono stato letteralmente assalito da giornali,televisione e dagli stessi politici che ora si vantano di aver scoperto l’acqua calda,con la sola differenza che io l’ho fatto per dare un minimo di regolarità ad un settore di cui mi occupo da circa 25 anni.
Ma come sempre la politica ed il malaffare sono i padroni della nostra società,più volte mi sono proposto ed ho proposto il mio corso,ma tutti e ripeto tutti,hanno cercato di raggirarmi ignobilmente,semplicemente per farsi belli nei loro rispettivi partiti.
Sò per certo che alcuni dei promotori del decreto,sono soci di agenzie investigative,ed aziende di controllo e prevenzione e già “padroni” in certe regioni dei corsi di formazione.
Di sicuro non cambierà nulla,a parte la confusione che si creerà tra i vari corpi di polizia e simili,allontanando sempre di più un settore dall’altro.
Ciò che mi rimane e la certezza di essere stato il promotore e l’ideatore di questo corso,ma di certo con intenti diversi !
Sono a disposizione di chiunque voglia verificare le mie dichiarazioni:giornali,video,ecc.ecc………………ad ognuno il suo mestiere !
danilo carnevali

Michele Casciello 7 novembre 2009

Carissimo Direttore, penso anche io che ognuno debba fare il proprio mestiere, credo quindi che il buttafuori possa tranquillamente esistere con il suo albo facendo però solo ed esclusivamente sicurezza ai locali da ballo.
Il problema secondo me di noi gpg, non è tanto l’albo e lo status giuridico ” ben vengano per lavorare con più serenità e tutela”, ma è la strafottenza di personaggi potenti che non vogliono assolutamente vigilare e controllare le tariffe orarie degli istituti.
Io lavoro con un gruppo abbastanza solido, ma non Le nascondo che oggi rimanere a galla è veramente difficile, banche, privati e addirittura enti pubblici con le pseudonime gare d’appalto guardano solo al risparmio senza preoccuparsi assolutamente della qualità e professionalità del servizio.
Esistono cooperative e società che lavorono senza un minimo di regole, sfruttando i vigili anche per 14 ore al giorno, fregandosene di contratti provinciali o aziendali, macinando lavoro in tutta la provincia in cui sono destinate con tariffe orarie assurde che, per un istituto che vuole lavorare secondo le regole della Questura e senza sfruttare il proprio personale significa solo chiudere o mettersi sulla stessa barca.
Allora dico, è vero, è giusto l’albo per noi gpg e lo status giuridico che ci dia la possibilità d’intervenire senza rischiare denunce e querele, ma allo stesso tempo penso che senza un controllo ferreo da parte delle istituzioni, in questo mecato mercenario che ci sfrutta fino all’osso servirà a ben poco.

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