Ai lettori della Ronda

By admin at 27 maggio, 2008, 11:15 am

Gentili lettori
continuano ad arrivare in redazione e-mail di guardie giurate che ci chiedono informazioni sulla qualifica di “incaricato di pubblico servizio” attribuita alle gpg dal decreto legge 59/2008. Per cercare, in qualche modo, di rispondere a tutti, pubblichiamo qui di seguito la lettera di una guardia giurata che è già stata pubblicata sul numero di Aprile-Maggio della nostra rivista. A quanto sappiamo, proprio oggi è all’ordine del giorno del nostro Parlamento la discussione sul decreto legge del 8 Aprile 2008. Decreto che, come forse non tutti sapranno, contiene oltre all’articolo 4 di modifica del TULPS, anche altri articoli concernenti materie di vario tipo. Non sappiamo se saranno necessari ulteriori lavori parlamentari o se il decreto che attribuisce alle guardie giurate la qualifica di “incaricato di pubblico servizio” sarà definitivamente approvato.

Gentile direttore,

In seguito alla tanto agognata modifica del Testo Unico delle leggi di sicurezza attuata dall’uscente governo in data I aprile 2008, mi chiedo come diretto interessato, in quanto presto servizio di guardia giurata da più di vent’anni, se la qualifica di incaricato di pubblico servizio rispecchi appieno le competenze, gli oneri e i diritti del ruolo che ricopro. Confrontandomi con altri colleghi, noto che alcuni ritengono si tratti di una vittoria più che onorevole, soddisfacente, altri, invece, sono in disaccordo totale al riguardo, poiché non si riconoscono nella denominazione di tale categoria. Le confido sinceramente che ho qualche difficoltà a farmi un’idea calibrata e giudiziosa sulla questione. Da una parte, infatti, ho qualche reticenza nel riconoscermi nella medesima categoria di un controllore di autobus, definito appunto per legge incaricato di pubblico servizio, perché, senza sminuire tale figura, credo non si possa minimamente paragonare la responsabilità di chi si limita a controllare situazioni ordinarie con chi invece interviene, spesso rischiando la propria pelle, in casi di pericolo estremo, prevenendo o bloccando reati penali. Numerose sono inoltre le limitazioni imposte (mi riferisco ad esempio all’impossibilità di eseguire il fermo di un trasgressore colto in fragrante); dall’altra parte, però, ritengo sia ingiusto sottovalutare questo traguardo che si dovrebbe considerare comunque importante dopo che per decenni la categoria delle guardie giurate è stata ignorata a livello giuridico. Concludendo, vorrei dunque il suo parere al riguardo, chiedendole definitivamente: la modifica del Testo Unico della legge di pubblica sicurezza deve essere considerata una vittoria di Pirro oppure no?

Gentile lettore,

accanirsi aprioristicamente contro il decreto legge 59\2008 del 8 Aprile, per la parte relativa alla qualifica di “incaricato di pubblico servizio”, come fanno alcuni suoi colleghi, risulta a mio parere eccessivo, d’altro canto però, non si dovrebbe nemmeno considerarlo un trionfo a tutti gli effetti. Sono altre a mio parere le problematiche contenute nel “decreto”, ma ancor più nel “Regolamento”, ovvero, il fatto che non si faccia esplicita menzione che per determinate attività di sicurezza si intendono solo ed esclusivamente quelle svolte da incaricati di pubblico servizio quali sarebbero le attuali guardie particolari giurate.
Vi sono altri aspetti da risolvere quali il costo del lavoro, oltre alla questione del giuramento, e alla particolarità di questa professione, di cui il “Regolamento” si dovrebbe occupare, così dicasi per le distinzioni inerenti gli investigatori privati. La futura legge dovrebbe regolamentare le autorizzazioni concesse alle guardie e alle imprese di vigilanza (sicurezza). Lo stesso non fa chiarezza sulle attività “multiservizi” (portieri, custodi, receptionist, pulizie, accoglienza e accompagnamento), che in qualche modo traspaiono in un regolamento sulla sicurezza privata. Non se ne sente alcun bisogno: sono già attività di servizi di libero mercato. Ritornando alla qualifica di incaricato di pubblico servizio, la verità come sempre sta nel mezzo. Sicuramente la qualifica, più volte caldeggiata anche dalla nostra rivista come obiettivo minimo, in alternativa a quella osteggiata e più difficilmente riconoscibile di pubblico ufficiale, costituisce un passo in avanti perché finalmente si giunge ad un riconoscimento giuridico della figura. Di sicuro meglio di “operaio generico”. Fermo restando che, entro il 2010 - 2011, potrebbe essere l’Europa ad armonizzare gli aspetti giuridici relativi alle security guard e alle imprese di vigilanza privata. Sarebbe importante arrivare all’appuntamento con una legislazione solida e valida tanto da poter essere presa a modello, o perlomeno in considerazione. Perché limitarsi a subire la decisione di altri Paesi, con realtà dissimili dalla nostra?
È innegabile, infatti, la presenza sul nostro territorio di molteplici organizzazioni criminali che influenzano il tessuto sociale e che altre nazioni non possano “vantare”. In tutti i casi l’attribuzione di questa qualifica giuridica andrebbe arricchita di contenuti più specifici, diversificandola cioè, dalle altre figure simili a cui fai riferimento. A maggior ragione quando si tratta di attività di sicurezza svolte da operatori che spesso mettono a repentaglio la propria incolumità per la protezione dei beni altrui.
Leggendo la nostra rivista potrai renderti conto che esperti nel settore si pongono gli stessi interrogativi. Dai loro commenti si evince che se i doveri connessi a questa qualifica giuridica non verranno rivisti, potreste essere esposti anche ad altri rischi oltre a quelli legati alla vostra incolumità fisica.

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Comments
gabriele 31 maggio 2008

Cari colleghi GpG, la Camera dei Deputati approvato il 29 Maggio,il Decreto del 8 Aprile n59 del 2008 ,e adesso al Senato ,Vicino Finalmente al successo e alla finedelle nostre angoscie d’ansia,che il Governo si Da na mossa per una volta e per tutte.GpG

Giuseppe 8 giugno 2008

Credo che questa legge sia un pò la scoperte dell’acqua fresca e come al solito in Italia abbiamo bisogno di tante anzi tantissime leggi che poi non vengono applicate o raggirate.
Che io sappia in determinati servizi la guardia giurata e sempre stato un incaricato di pubblico servizio e poi fattore importantissimo il fatto che siamo tali non cambia il nostro inquadramento di operaio generico.anche se incaricati di pubblico servizio noi siamo ancora operai generici informatevi bene e vedrete che è così.

tersilio benedetti 8 giugno 2008

cari amici gpg qualifica truffa non eravamo niente prima lo stesso adesso basta asteniamoci dai compiti non previsti dal decreto e vedrete che i cittadini quando si troveranno in difficolta’ alzerabnno la voce esempio pratico cannaroli davanti guardia giurata passa una signora guardi fumano droga risposta non sono compiti nostri alternativa farci assumere in massa dal governo spagnolo e l’unica va bene vi saluto cari colleghi

Gabriele 11 giugno 2008

Carissimi AGENTI GpG ,Voi avete ragione ad essere delusi,però un passo avanti dopo 20anni lo stato lha fatto!e avere una qualifica oggi riconosciuta e importante ,non bisogna avere fretta ,abbiamo aspettato 20 anni e ora aspettiamo con calma i movimenti dei sindacati e dai prefetti.Ne possiamo parlare a settembre per lo statutos busta paga ,e per le mansione più specifiche .apresto.le cose cambieranno.

roberto 20 luglio 2008

ricordiamoci che è stata l’ europa a richiamare l’ italia perchè se era per i nostri politici o i nostri sindacati altro che qualifica ……

Paperotta 9 settembre 2008

Carissimi colleghi, non si fa altro che parlare di qualifica ma ne vogliamo parlare a quanti truffatori di datori di lavoro e guardie giurate daremmo la qualifica di Pubblico Ufficiale…..penso che sarebbe troppo quello che si chiede…bisogna fare prima un bel repulisti di banditi tra ambo le parti e poi parliamo una vera qualifica.

michele 25 ottobre 2008

Buongiorno Paperotta,
te hai ragione in merito alla ” ripulita ” , ma purtroppo questo della vigilanza privata è un lavoro più degli altri (…) non lineare sin dalle sue origini. Ci sei ?
Ragion per cui inutile recriminare politici, dirigenti d’ azienda, azionisti, padroni.
Le cose che vediamo nella ” società ” accadono per nostra colpa ( noi popolo, noi operai ).
Un caro saluto alla redazione
e a tutti Voi

In busta paga, ormai da anni, paghiamo la cosidetta CO.AS.CO.

Un’ altra truffa adoperata dalla FILCAMS CGIL- la stessa di come quando ci tolsero la ” SCALA MOBILE “.

Perchè paghiamo la CO.AS.CO. ?

1) che utliità ha la coasco
2) perchè le guardie devono pagare anche la tessera sindacale ?
3) CO = contributo
AS = assistenza
CO= contrattuale

Questa significa a livello politico tra aziende e sindacati.

Non abbiamo mai ricevuto NULLA da questi SOLDI che REGALIAMO dalle buste paga ORMAI da ANNI.

RUDE 8 aprile 2009

qualcosa si puo” fare partendo dall”aspetto.L”impatto con i civili ha la sua importanza.Ne ricaveremmo almeno rispetto personale.Uniforme e cura della persona e! sotto gli occhi di tutti, atteggiamento formale ma cortese,.Essere professionali non vuol dire essere maleducati ma rispettare la propria figura innanzitutto, poi l”Azienda a prescindere dalle mille pecche che ci sono e ci saranno e il cliente che stiamo tutelando..Atteggiamenti “familiari” con tutti o polemici o lamentosi non giovano alla nostra immagine. “SAPERE E” POTERE” ,cullarsi sul fatto che “….tanto non contiamo nulla !” e” troppo comodo e fa il gioco di chi ci vuole cosi”.Basta “METRONOTTE” e NO!! “VIGILANTES” ma AGENTI DI SICUREZZA”.Sta anche a noi.

america 21 settembre 2009

Salve sono una gpg da 5 anni e mezzo ,mi sono specializzato in ambito aeroportuale da 2 anni,ho fatto di tutto nella vigilanza ,e adesso che professionalmente sono quasi completo, non riesco ad esssere soddisfdatto del mio stipendio,del rapporto con le forze dell’ordine che purtroppo non ci considerano minimamente.
Penso proprio che lascerò questo lavoro privo di significato

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