MOLTO TARDI E TROPPO POCO (i primi commenti)
By admin at 16 maggio, 2008, 6:41 am
a cura di Tony Zanti
La lingua italiana è duttile e variopinta. E’ la lingua dei poeti e dei poemi immortali. Tra voli pindarici e figure retoriche, la lingua del Bel Paese è utilizzata benissimo per descrivere fatti e stati d’animo, con un certo convincente entusiasmo. A volte, però, non siamo davvero sicuri di quali possano essere i limiti di cotanto ardito esprimere concetti e avvenimenti. Ad esempio: è possibile contrapporre aggettivi ed avverbi che abbiano significato contrapposto, senza esagerare in detto contrasto e mantenerne decifrabile il contenuto? Possiamo dire molto poco, quando intendiamo dire troppo poco? Forse sì, perché il risultato è comunque una quantità esigua. Se accostassimo, invece, l’avverbio tardi agli aggettivi molto – in un caso – e troppo – in un altro caso – la differenza tra i due risultanti significati sarebbe netta! “Molto tardi”, infatti, non offre il senso del drastico “troppo tardi”: nel primo caso si può ancora rimediare (basta scegliere il rimedio giusto!), mentre nel secondo caso tira aria da funerale!
Abbiamo detto questo per capire come definire lo status giuridico delle Guardie Particolari Giurate, che recentemente è stato proposto come rimedio ai mali della Vigilanza privata. Come definire questo evento?
Innanzitutto, vediamo che cosa ne dicono le parti contrapposte. C’è chi ne loda l’attuazione (a divenire, comunque, perché dovrà essere “stigmatizzata” ufficialmente. C’è chi lo considera un fatto inutile. A chi credere? Il lettore potrà decidere, dopo aver scorso queste pagine.
Cominciamo con chi crede che il novello status giuridico delle Guardie Particolari Giurate sia un fatto positivo. Trattasi della FILCAMS CGIL.
Si tratta di una indicazione importantissima che non solo tutela maggiormente nel loro ruolo e nelle loro funzioni gli incaricati alla sicurezza privata, ma apre la strada ad una discussione tra le OO.SS. e il Ministero degli Interni per ridiscutere le problematiche legate a questo particolare comparto.
Un grande successo delle Organizzazioni Sindacali Confederali, ed in particolare della FILCAMS CGIL, che in queste settimane si è battuta per evitare l’approvazione di provvedimenti contradditori, richiedendo con forza questo provvedimento. Il grande risultato è stato raggiunto grazie all’impegno e alla costanza delle guardie giurate che in tutti questi anni hanno sostenuto l’attività sindacale sino ad arrivare alla grande mobilitazione del 21 marzo scorso fortemente voluta dalla sola FILCAMS CGIL.”
Una nota totalmente opposta alla precedente esplosione di entusiasmo – per così dire – paterno, la esprime la UGL Sicurezza Civile, nella persona del suo Segretario nazionale, Salvatore Licciardi.
“Con questo decreto anche la politica italiana è stata sminuita poiché questo provvedimento non è stato fatto con la volontà di farlo ma perché imposto: L’Italia è stata condannata per ben 2 volte dalla Corte di Giustizia Europea per non aver regolamentato la figura della guardia giurata.
Dalla 2° emissione della sentenza di condanna il nostro Paese avrebbe dovuto, in un arco di tempo di 6 mesi, provvedere a questa grave mancanza: da allora sono già trascorsi 4 mesi, alla sua scadenza l’Italia avrebbe dovuto pagare una multa di ben 300.000 € al giorno.
Questa qualifica di incaricato di pubblico servizio, così come presentato, probabilmente modificherà solo lo status del lavoratore in busta paga, ma null’altro.
Una sconfitta su tutti i fronti, quindi.”
Non dissimilmente si è espresso il presidente dell’Associazione Centro Studi Sicurezza, Alessandro Martello, che ha lamentato l’inutilità di fondo e la poca chiarezza del decreto,
“…sia nella forma che nei contenuti. Se di decreto si parla, dobbiamo rammentare che, se entro 60 giorni non verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, questo resterà purtroppo un semplice foglio di carta straccia, buono forse per gli appunti, ma non di certo per tutelare la categoria.
E’ stata annunciata una vittoria da parte dei sindacati – conclude la nota - ma francamente dai toni con i quali il tutto è stato progettato ha poco del vittorioso e lo conferma l’ennesimo assalto ad un portavalori di poche ore fa. ”
Anche il Segretario nazionale del SAVIP, Vincenzo del Vicario, ha rilasciato una dichiarazione non benevola nei confronti del suddetto Decreto Legge.
“In merito alla decisione del Consiglio dei Ministri odierna relativa alle guardie giurate, mentre il contenuto di circolari ministeriali e di decreti risulta sostanzialmente invariato, permanendo le larghe concessioni all’anarchia imprenditoriale, poco o nulla ci sembra che sia stato fatto per garantire effettivamente la sicurezza dei lavoratori.
E’ prevalsa, anche questa volta, la logica di compromissione con i grandi gruppi imprenditoriali mitigata solo dalle metaforiche legnate ricevute dall’Unione Europea per le infrazioni commesse dall’Italia in materia di vigilanza privata.
I richiami Europei avrebbero dovuto indurre, invece, il Ministero dell’Interno a rafforzare il quadro complessivo delle tutele per le guardie giurate, cancellando scelte evidentemente informate a garantire solo gli interessi di certa imprenditoria, come la possibilità di trasporti valori per somme esorbitanti, il ricorso a straordinari in quantitativi esorbitanti, l’inesistenza di una pur minima politica dell’addestramento per i servizi più pericolosi.
Questo è quello che i lavoratori si sarebbero attesi e che, come sempre, è stato loro negato.”
Come si può ben notare, sono opinioni fortemente contrastanti: alcuni definiscono il suddetto Decreto Legge una vittoria raggiunta, altri ne ribadiscono l’inutilità. A chi credere? E’ inutile dire che ciascuno crederà alle dichiarazioni che meglio si avvicinano al proprio modo di vedere le cose.
Obiettivamente ed oggettivamente – se realmente si riesce a vedere le cose in maniera assolutamente obiettiva ed oggettiva – non possiamo che ammettere che la proposta Legge, quando e se andrà in vigore, risolverebbe soltanto la definizione di Guardia Particolare Giurata presso l’Ufficio di Collocamento, a quanto pare: da ‘operaio’ – ma a volte anche ‘manovale’ – a “incaricato di pubblico servizio’. Aumento di stipendio automatico? Forse. Ma in che misura?
Una cosa è certa: molti vorranno ostentare lo status giuridico raggiunto. Se la Guardia Particolare Giurata diviene incaricato di pubblico servizio, andiamo a vedere in che cosa consiste il suddetto raggiunto traguardo.
In primis siamo andati a scomodare Wikipedia, che è fonte preziosa di informazioni in rete. Ne abbiamo ricavato la seguente definizione:
“Per incaricato di pubblico servizio si intende chi pur non essendo propriamente un pubblico ufficiale con le funzioni proprie di tale status (certificative, autorizzative, deliberative), svolge comunque un servizio di pubblica utilità presso organismi pubblici in genere.
Tale soggetto soggiace agli obblighi di legge a carico del pubblico ufficiale pur non avendo appieno i poteri di quest’ultimo.”
Per confermare la veridicità della suddetta asserzione, abbiamo inoltre consultato il Codice Penale:
«Art. 358. (Nozione della persona incaricata di un pubblico servizio). - Agli effetti della legge penale, sono incaricati di un pubblico servizio coloro i quali, a qualunque titolo, prestano un pubblico servizio.
Per pubblico servizio deve intendersi un’attività disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione, ma caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici di questa ultima, e con esclusione dello svolgimento di semplici mansioni di ordine e della prestazione di opera meramente materiale».
Proprio così! Se le cose stanno in detto modo, non mi pare che essere diventato incaricato di pubblico servizio costituisca un affare per la Guardia Particolare Giurata! Se la qualifica ottenuta fosse quella di pubblico ufficiale, potrebbe essere utile in molti aspetti, ma l’averne i doveri senza averne i poteri, sembra davvero svantaggioso e sconveniente!
In definitiva, non pare che le circostanze giustifichino un eccessivo entusiasmo, né sembra opportuno che le GPG sfoderino atteggiamenti da tutori dell’ordine. Se consideriamo che il TULPS è datato il 1931, possiamo affermare che il titolo di quest’articolo è pertinente.

Non converrebbe sfoderare poteri da tutore dell’ordine perchè sicuramente si incapperebbe in atroci sbagli visto che la formazione giuridica delle guardie ha profonde lacune.
Sicuramente accostare una adeguata formazione a questa nomina di incaricato di publico servizio sarebbe una scelta giusta.
Mettere sulla retta via questa categoria delle G.P.G. converrebbe a tutti noi visto che in Italia si parla spesso di mancanza di sicurezza.
A volte mi domando perchè le istituzioni si interessano così poco delle Guardie Giurate che giorno dopo giorno rischiano la vita davanti gli Istituti di credito, a bordo dei furgoni blindati , sulle pattuglie di ronda notturna e in centinaia di altri posti a rischio.
Per fare questa professione bisogna essere preparati e 360 gradi ,solo così si potranno ottenere risultati eccellenti e si potranno evitare i drammatici eventi di cui la cronaca ci informa.
Srivo queste righe nella speranza che i miei colleghi,gli imprenditori e le istituzioni possano capire quanta importanza ha la formazione in questa professione,significativo bagaglio che ogni guardia devrebbe portare con se durante il servizio.
La mia personale esperienza lavorativa conferma quanto scrivo e mi reputo fortunato rispetto a tanti miei colleghi che di corsi ne hanno fatti pochi o niente.
Sono ancora giovane e spero che le istituzioni possano finalmente interessarsi del nostro settore perchè siamo uomini che vanno a lavorare nella speranza che a fine giornata possiamo tornare a casa dalle nostre mogli e dai nostri figli.
Grazie