CONFERENZA NAZIONALE VIGILANZA PRIVATA
By admin at 7 aprile, 2008, 3:48 pm
COMUNICATO STAMPA
La conferenza nazionale sulla vigilanza privata del 2 aprile scorso ha riscosso un importante successo in termini di partecipazione e, soprattutto, di contenuti.
All’indomani delle controverse notizie relative al decreto legge all’interno del quale il governo Prodi, nel suo ultimo consiglio dei ministri e a due settimane dalle prossime elezioni, ha proposto di concedere la qualifica di incaricato di pubblico servizio alle guardie particolari giurate (questione questa che, come vedremo, è ancora tutta da seguire), la conferenza, organizzata nell’intento di aprire un confronto fra i protagonisti del settore in merito all’inevitabile processo di cambiamento cui si andrà incontro nei prossimi mesi, si è quindi trasformata in un vero e proprio dibattito a 360 gradi sulla situazione del comparto, un incontro nel quale c’è stata la possibilità concreta di verificare le posizioni di tanti dei protagonisti della vigilanza italiana, a colloquio con la politica e le parti sindacali.
Ne è emerso un quadro tutto sommato positivo, all’interno del quale si è registrata la disponibilità della politica ad intervenire in tempi brevi circa un disegno di riforma della normazione primaria, un impegno questo che con sfaccettature differenti hanno preso sia l’onorevole Maurizio Gasparri del partito del Popolo della Libertà, che il sottosegretario al ministero dell’Interno e candidato per il Partito Democratico, Marcella Lucidi.
L’ex ministro delle telecomunicazioni del secondo governo Berlusconi ha garantito che da parte della coalizione di centrodestra c’è l’intenzione di operare in maniera spedita verso un processo di rinnovamento del settore che ridisegni l’assetto della vigilanza già nei primi mesi del prossimo esecutivo.
In tal senso, l’onorevole Gasparri ha ricordato l’interesse che il suo partito, Alleanza Nazionale, ha sempre mostrato nei confronti della categoria, un interesse che in effetti possiamo sulla carta testimoniare, e che speriamo, cosa sin qui purtroppo ancora mai accaduta, possa finalmente, nel caso di vittoria del Popolo della Libertà, sfociare in un impegno forte e concreto per la vigilanza privata del nostro paese.
Il sottosegretario Lucidi, che a differenza del suo collega parlamentare si è trattenuto per tutta la mattinata conferenziale, ha avuto invece la possibilità, forte anche del suo incarico all’Interno, di discutere in maniera più approfondita e specifica della situazione del comparto.
Una volta ascoltate le posizioni delle associazioni di categoria e delle parti sindacali presenti, l’onorevole Lucidi ha sottolineato il buon lavoro a suo parere svolto dal governo Prodi nel tentativo di evitare la condanna della corte di giustizia europea, evidenziando l’impegno comunque profuso dai funzionari ministeriali nel tentativo di adeguare, col poco tempo a disposizione, la legislazione italiana in materia di vigilanza privata alle indicazioni comunitarie.
Ad ogni modo, seppur in maniera più circoscritta, anche la rappresentante del Partito Democratico ha espresso la convinzione di dovere intervenire in maniera spedita su una riforma della normazione primaria, lasciando però spazio a quello che a suo parere è stato il buon lavoro sin qui portato avanti dal ministero.
A tal proposito, si è potuto dibattere anche del nuovo testo regolamentare varato proprio dall’Interno, che, si è appreso dalle parole dell’onorevole Lucidi, è in questi giorni all’esame del consiglio di Stato, e il quale però, come emerso dalla discussione, trova diversi appunti di criticità sia da parte delle rappresentanze imprenditoriale che di quelle sindacali.
Le posizioni delle associazioni di categoria intervenute, Assiv ed Anivp, a più livelli tra loro speculari, hanno ribadito, come fondamento centrale, la necessità di definire in maniera chiara lo status di incaricato di pubblico servizio per le guardie giurate, insieme ad una definizione netta del contesto operativo degli istituti di vigilanza, di cio che è dunque considerato e considerabile, in maniera esclusiva, come sicurezza privata.Un richiamo di pari importanza è poi stato dedicato alla complessa questione delle tariffe dei servizi di vigilanza, ed in questo senso si è auspicato un maggior coinvolgimento di figure terze che verifichino la corretta applicazione delle condizioni economiche considerate di volta in volta come riferimento.
I sindacati presenti, Filcams ed Ugl, ribadendo la loro apertura alle associazioni di categoria intervenute al fine di poter lavorare insieme ad un tavolo di confronto che porti ad una posizione il più omogenea possibile in vista dell’imminente progetto di riforma, hanno ribadito la centralità della figura della guardia particolare giurata, valutando però in maniera fra loro diametralmente opposta la notizia giunta da Palazzo Chigi in merito alla definizione della qualifica di “incaricato di pubblico servizio” per le guardie particolari giurate.
Se Maurizio Scarpa, della segreteria nazionale Filcams, ha infatti parlato di “giornata storica” e di “grande successo delle organizzazioni sindacali confederali”, Salvatore Licciardi, segretario nazionale UGL per la sicurezza civile, si è mostrato invece piuttosto critico, additando la nuova qualifica come un’ennesima presa in giro.
In effetti, anche a margine dell’incontro conferenziale è stato possibile registrare un orientamento molto eterogeneo in merito ad un decreto legge che da una parte apre alle gpg il percorso verso la qualifica a lungo agognata, ma che invero, a ben vedere, poco aggiunge rispetto a quanto già previsto.
Infine, a chiusura dell’incontro, la rivista La Ronda ha diffuso un testo di proposta di riforma del Tulps, redatto da professionisti giuridici e tecnici, in merito al quale non è stato possibile discernere in maniera specifica, ma che da subito ha comunque aperto numerose riflessioni.
Ad ogni modo, anche intorno a questa tematica sarà possibile leggere un lungo ed interessante approfondimento nel prossimo numero della rivista, in fase di impaginazione.
Roma, 2 aprile 2008

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