CONDANNATI PER MOBBING DE LUCA E BASILE DELLA SICURTRANSPORT
By admin at 20 marzo, 2009, 2:33 pm
Mobbing: una sentenza che fa giurisprudenza
La sentenza, pubblicata su Repubblica di Palermo del 20 marzo, emessa ieri dal giudice monocratico della prima sezione del tribunale Grazia Carollo afferma che il comportamento del datore di lavoro che “attraverso condotte vessatorie, umiliazioni, dequalificazione professionale, eccessivo ed ingiustificato ricorso a visite mediche di controllo, cerca di coartare la volontà del proprio dipendente al fine di estrometterlo dal posto di lavoro” configura il reato di tentata violenza privata. E’ la triste vicenda di una guardia giurata, Armando Campione, impegnato attivamente come rappresentante sindacale, funzione che non è piaciuta molto alla dirigenza che lo ha vessato attraverso il lavoro. Messo da parte e isolato fu infine licenziato ma subito riassunto poichè, in seguito al ricorso che Campione presentò al pretore del lavoro, fu imposto alla dirigenza l’immediata riammissione nell’organico dell’azienda. Ma le condizioni non furono certamente diverse, chiuso in una stanza senza aver nessun compito preciso e trasferito in una sede disagiata decise di dimettersi e denunciare i propri datori di lavoro forte di molte consulenze mediche che accertavano i danni fisici subiti in seguito alle condizioni in cui fu costretto a lavorare. Poco prima del processo Armando Campione fu stroncato da un ictus all’età di 56 anni. La vedova e i tre figli, costituitisi parte civile nel processo, hanno visto condannati per mobbing i vertici dell’azienda Sicurtransport l’ex deputato e segretario nazionale del Pli Stefano de Luca, presidente del cda e Luciano Basile amministratore delegato. La condanna comminata è di sei mesi di reclusione e il risarcimento danni ai familiari. I rappresentanti legali della famiglia sono Fabio Ferrara e Raffaella Geraci. La sentenza specifica che allor quando, in seguito a sindrome postraumatica da stress, si configura anche il reato di lesioni personali sussiste anche il diritto al risarcimento danni.

Mi dispiace molto x il collega!!io sto passando ciò che ha passato lui e questa notizia mi dà forza e coraggio di andare avanti e di credere nella legge perchè esiste pur sapendo che molto lenta ma quando arriva dà la sua condanna!! forza Guardie Giurate non mollate mai.
scusate io lascio un commento e voi lo cancellate !!! la verità fa male????la legge è lenta ma quando arriva la batosta a tutti coloro che usano mobbing con i dipendenti della vigilanza!!!
Mi domando: ma gli organi preposti a controllare gli istituti di vigilanza (prefettura e questura ) perchè intervengono solamente ad ispezionare sulle GpG in servizio controllando che vengano rispettati i regolamenti da loro emanati e non provvedono, pure, a fare rispettare ai titolari di istituti le leggi che regolano l’acquisizione dei requisiti richiesti per ottenere e, soprattutto, mantenere le licenze? Ma, a questo punto, chi controlla i controllori?
buongiorno,
In merito all’articolo sopracitato “condannati per mobbing”
Credo che sia molto triste, pensare che per avere giustizia Si deve arrivare a morire. Io mi ritrovo in una situazione similare, ho una causa penale con dei responsabili della mia società, sono passati quasi cinque anni e la causa per un motivo e un’atro non è ancora iniziata (giudici in maternità, giudici trasferiti, giudici in sciopero etc..) L’avvocato di parte civile ha fatto ricorso di mobbing tre anni fà e non è ancora iniziata.
Per me tutto ciò continua ad essere un incubo senza fine, ad oggi la mia posizione lavorativa è peggiorata ulteriormente, sono sola in una stanza per quasi nove ore senza un incarico di lavoro.
grazie per lo sfogo
Sono un RSA, mi trovo alle stesse condizioni della collega Capizzi, con una differenza veramente assurda, il Resp. di filiale dove presto servizio inventa continuamente storie ai Dirigenti al fine di farmi madare a casa. Per ora ho dovuto subire delle vere discriminazioni . Dai servizi interni mi trovo a fare i servizi est. più assurdi.
Spero che questa storia si risolva presto! Ciao.
io e altri colleghi dopo 10 anni di continui sorprusi contestazioni di ogni genere violazione delle elementari norme sulla sicurezza mancanza di servizi igienici nei posti di servizio mancanza di equipaggiamento di sicurezza per auto di servizio impedimento ad avere la bacheca sindacale aziendale ad entrare in azienda anche per prelevare l’auto per il servizio, costretti a chilometraggi enormi con orari fuori norma contrattuale abbiamo deciso di denunciare penalmente la nostra azienda, per mobbing perchè stanchi di subire passivamente le loro vergognose angherie con categoriche minacce di licenziamento. Due siamo RSA e siamo stati colpiti anche con metodi illegali, fino al ritiro del decreto porto d’armi e arma per violazione del TULPS art. 38 in materia di detenzione di armi e munizionamento avendo entrambi cassaforte murata e custodita in appartamento condominiale, ma alla fine la giustizia ha trionfato con l’archiviazione da parte del GIP della presunta violazione e la nostra grande vittoria tornando in possesso dei titoli di GPG e adesso il goal finale per la vittoria tocca a noi calciarlo decisivo e in modo legale al contrario di chi ha cercato strade illegali. E ALLORA UN GOAL PER LA VITTORIA di tutte le guardie giurate, sempre oggette di persecuzione minacce e vessazioni.CIAO
Sono vicino ai colleghi che giorno dopo giorno vivono questa condizione lavorativa e mi permetto di esprimere un personale parere.
Sono certo che con questa sentenza le cose cambieranno e magari si renderanno conto che chi esercita il Mobbing potrà essere a sua volta condannato.
Certe volte mi chiedo perchè un lavoro così particolare e complesso come quello della Guardia Giurata non sia tutelato a 360 Gradi, in fondo questa professione ricopre un ruolo importantissimo nelle vita di tutti i giorni.
Sono tante le volte che mi vergogno di essere ITALIANO
Un sincero augurio a tutti i colleghi che vivono questa avventura.
Purtroppo questa è la triste realtà sul mondo della vigilanza! In questo settore spesso i datori di lavoro impongono ai dipendenti di osservare scrupolosamente i contratti di lavoro mentre loro non solo non li rispettano ma si prendendono anche il lusso di commettere gravi illegalità!
Anch’io svolgo questa professione ed attualmente sto lottando affinchè l’azienda per cui lavoro smetta violare quelli che sono i diritti dei lavratori.
Nel mio stesso istituto di vigilanza lavora mio zio, al quale sfortunatamente gli stanno esercitando del mobbing; sto aiutando con anima e corpo questa persona, che credo abbia solo la colpa di essere troppo buono, affinchè venga fatta giustizia e possa finalmente tornare a condurre una vita tranquilla e serena.
Cari colleghi, non dobbiamo aver paura di reclamare quelli che sono i nostri sacrosanti diritti! Non dobbiamo aver paura di difendere ciò che i nostri padri hanno ottenuto sacrificandosi fino all’ultima goccia di sangue!